05.12.2017

Dashboards 101: le regole d’oro per la costruzione di un dashboard

Un dashboard è la rappresentazione visiva del vostro lavoro. Fornisce ai decisori un modo per visualizzare facilmente le prestazioni della loro società e dei loro progetti in tempo reale. La costruzione di un dashboard deve rispondere a delle regole ben precise: e noi vi daremo le nostre nel corso di quest’articolo!

 

 

Regola n°1 : privilegiare le configurazioni predefinite

La prima regola è quella della semplicità. La maggioranza delle soluzioni per reporting e dashboard sono fortemente personalizzabili. Provate a immaginare un Excel carico di funzioni Questi strumenti vi permettono d’andare oltre, stipare diversi grafici sullo stesso schermo e d’incrociare migliaia di dati fra loro. Un consiglio: non fatelo. Mirate alla semplicità. Lasciate gli incroci complessi agli Analisti Dati e data scientist.


I nostri clienti sono gruppi importanti, le loro problematiche sono complesse. Ciò nonostante, il nostro consiglio resta invariato: state sul semplice. Più una problematica è complessa, più un dashboard deve essere semplice. Ciò vi permetterà di condurre la vostra attività in modo efficiente.

 

Pensate come utenti finali: voi o uno del vostro team, non volete ottenere un’informazione in 3 click o con 10 filtri da configurare. Proponete una sola maniera di vedere il vostro grafico. Approfittatene per far parlare i vostri dati, fate data storytelling.

 

Il mio consiglio è di affidarvi allo strumento che utilizzate. Seguite i modelli predefiniti.

dataviz tableau de bord reporting

Regola n°2 : design first, data second.

Perché Design First? La raccolta dei dati è una delle tappe più cruciali, indubbiamente. Ma il design first consente un notevole risparmio di tempo grazie alla capacità di iterare senza impiegare troppo tempo nella strutturazione dei dati.

 

Mettete alla prova il vostro utente finale con un foglio di carta e proponete un modo di vedere il dato. Ciò che conta sono le esigenze espresse dal vostro utente. Le prime iterazioni gli permetteranno di proiettarsi e meglio definire le proprie esigenze con voi.  Una volta che l’utente è soddisfatto, fate il grosso del lavoro di concezione e collegamenti dei dati.

Agile VS Traditionnel ? On prend Agile.

 

Il vantaggio di design first è di poter proiettare il proprio utente e averne dei riscontri immediati senza perdere troppo tempo. Al contrario, il metodo tradizionale vi porterà su un percorso di diverse settimane al fine di creare un grafico collegato ai dati per ottenere il primo riscontro da parte del vostro utente.

 

In generale ci saranno altre esigenze da soddisfare, o peggio, vi toccherà rifare tutto e avrete perso un sacco di tempo. Il metodo in cascata è una delle ragioni per cui tanti progetti informatici hanno fallito negli ultimi anni.

 

L’obiettivo finale è semplice: si tratta di decidere cosa dovrà rappresentare il nostro dashboard prima della tappa dei collegamenti dati. Tale tappa permette anche di restringere il campo riguardo a ciò che vogliamo realmente raccontare tramite le nostre visualizzazioni.

Plongez dans le design !

 

Regola n°3 : un grafico per esigenza

La scelta di diversi grafici su un unico dashbaord spesso corrisponde al nostro timore di non vedere un indicatore chiave. È per questo che tanti dashboard sono esaurienti. Solo nell’acquisizione delle informazioni, giorno dopo giorno, la semplicità e la pertinenza delle informazioni vincono sulla completezza.

 

Il vostro dashboard deve, innanzitutto, essere uno strumento di comunicazione e pedagogia.

 

È più facile capire un’informazione se è unica. Il maggior problema degli strumenti di Business Intelligence è l’aspetto troppo esauriente e di conseguenza incomprensibile dei dashboard.

 

Con un messaggio per schermata, la storia che volete raccontare tramite il vostro grafico diventa immediatamente più chiara. In fondo, l’utilità di un dashboard, è quella di raccontare una storia attraverso i dati.

 

Inoltre, la scelta di un solo grafico per schermata vi permette d’integrare delle azioni sullo stesso grafico. Un solo click per ingrandire una zona ed entrare in un livello di granularità più elevato per ottenere informazioni più precise. Così abbinate semplicità e capacità d’esplorazione.

 

You have chosen... wisely. dashboard

 

Regola n°4 : gli esseri umani non sono robot

Une regola che si occupa esclusivamente della forma, una regola per gestirli tutti.

 

Durante la creazione del vostro dashboard, non dovrete lasciare spazio ad ambiguità nella formattazione.

 

Per esempio, evitate di scrivere 10.5.2017 invece di 10 Maggio 2017 quando trattate una data/periodo. Vi permetterà di evitare confusione con la formattazione dei dati. Prendiamo ad esempio le date internazionali. Negli USA, il formato della data è Mese/Giorno/Anno, mentre il formato internazionale, invece, tende verso Giorno/Mese/Anno.

 

Rischiate quindi di creare confusione quando scrivete 10.5.2017 piuttosto che 10 maggio 2017. A seconda del paese in cui vi trovate, non sarà così ovvio capire a che data corrisponde..

 

Gli esseri umani non sono robot, non trattateli quindi come tali.

 

Regola n°5 : #3 filtri massimo per screen

La parola magica è ancora una volta: semplicità. Questa regola è molto vicina a quella di un messaggio per schermo.

 

Mettere troppi filtri su un’unica visualizzazione comporta inevitabilmente dei problemi di leggibilità. Proprio ciò che vogliamo evitare.

 

Se desiderate superare i 3 filtri per singolo schermo è perché avete bisogno di raccontare una nuova storia. Vedetela come la scelta dell’abbigliamento di mattina. La regola del “non più di 3 colori” è fondamentale, altrimenti ne va dell’armonia dei vostri accostamenti!

 

Dopo aver seguito queste regole d’oro, sarete pronti per costruire le più belle storie immaginabili grazie a dei dashboard semplici, precisi e pedagogici allo stesso tempo! Laurea Toucan 110 cum laude per tutti !

 

Sophie Miglietti, Country Opener @ Toucan Toco